La teoria della stupidità di Bonhoeffer: perché è più pericolosa del male
Hai mai discusso con qualcuno che, davanti a prove evidenti, continua a credere a idee assurde? Un teologo del Novecento ha provato a spiegare perché succede.
Dietrich Bonhoeffer ha lasciato una riflessione breve e inquietante sulla stupidità, che oggi sembra più attuale che mai. Non parla di scarsa intelligenza, ma di qualcosa di molto più profondo e pericoloso.
Chi era Dietrich Bonhoeffer
Bonhoeffer (1906-1945) era un teologo luterano tedesco. Si oppose al regime nazista e prese parte alla resistenza. Fu arrestato nel 1943 e giustiziato nel campo di Flossenbürg nel 1945, a pochi giorni dalla fine della guerra.
L'idea sulla stupidità si trova in un testo del 1942, Dopo dieci anni, un bilancio scritto per gli amici più vicini sul decennio appena trascorso. È stato poi raccolto nel volume Resistenza e resa.
Perché la stupidità è più pericolosa del male
Secondo Bonhoeffer il male ha una sua logica, per quanto distorta. Chi agisce male di solito ha un motivo: interesse, vendetta, ideologia. Contro il male si può protestare, lo si può smascherare e, se serve, fermare con la forza.
Con la stupidità non c'è niente di tutto questo. È cieca e sorda alla logica. Le prove che la contraddicono vengono semplicemente ignorate o messe da parte come casi eccezionali. Contro una persona stupida, scrive Bonhoeffer, le ragioni non servono a nulla.
Inoltre chi è stupido, in questo senso, non si accorge di esserlo e spesso è convinto di essere nel giusto. Per questo diventa lo strumento ideale di chi detiene il potere: un malvagio può essere fermato, un esercito di persone che seguono ciecamente un'ideologia è molto più difficile da contrastare.
Un fenomeno sociale, non individuale
Il punto più interessante è un altro. Per Bonhoeffer la stupidità non è prima di tutto un difetto intellettuale, ma morale e sociale. Persone molto istruite e brillanti possono cadere in questa trappola, mentre persone semplici possono essere molto lucide.
Accade soprattutto quando si fa parte di gruppi fortemente ideologizzati, o sotto pressioni sociali molto forti. In quel contesto si smette di usare il proprio giudizio, perché è più comodo seguire la massa che mettersi contro. Il senso di responsabilità individuale si dissolve e con esso la capacità di vedere le proprie incongruenze.
Come difendersi
Se la stupidità non si combatte con gli argomenti, cosa si può fare? Bonhoeffer osserva che l'adesione a certe idee non nasce da un ragionamento ma da un'appartenenza emotiva e sociale. Per questo l'unica strada è cambiare le condizioni che la favoriscono:
- educare al pensiero critico
- incoraggiare il dialogo aperto, anche con chi la pensa diversamente
- ridurre le dinamiche di potere che premiano la conformità cieca
Un messaggio ancora attuale
Oggi riconosciamo facilmente alcuni di questi meccanismi: la polarizzazione estrema, l'adesione acritica alle ideologie, la diffusione di false informazioni. Gli algoritmi che ci mostrano soprattutto ciò che già pensiamo rendono il terreno ancora più fertile.
Attenzione a un uso scorretto di questa teoria: Bonhoeffer parla di un fenomeno che può colpire chiunque, noi compresi, non di un'etichetta da attaccare agli avversari. La domanda onesta è sempre la prima: quando è stata l'ultima volta che ho cambiato idea davanti a una prova?
Il miglior antidoto alla stupidità è il pensiero critico.
Questo articolo nasce dal video «La Teoria della Stupidità di Bonhoeffer: Il Controllo che NON VEDI!» del canale EmotivaMente. Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti del video su YouTube.
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