Emotivamente
Psiche13 luglio 20252 min di lettura

Psicopatia e serial killer: cosa sappiamo davvero (da Ted Bundy in poi)

Il sorriso che dà i brividi, lo sguardo vuoto, l'assenza di empatia: l'immaginario sui serial killer è pieno di cliché. Vediamo cosa dice la ricerca.

Guarda il video su YouTubeTed Bundy e gli altri: cosa ci dice la psicologia dei serial killer · 9 min · EmotivaMente

Questo articolo ha scopo divulgativo. Non descrive crimini nel dettaglio e non è uno strumento per diagnosticare nessuno: i tratti qui descritti sono comuni a molte persone che non commettono alcun reato.

Di cosa parliamo

«Sociopatia» e «psicopatia» non sono diagnosi ufficiali: nel manuale DSM-5 la categoria di riferimento è il disturbo antisociale di personalità, caratterizzato da disprezzo per le regole e per i diritti altrui. La psicopatia è un concetto clinico e di ricerca, misurato con la scala PCL-R di Robert Hare, che combina tratti come fascino superficiale, manipolazione, mancanza di rimorso e freddezza emotiva. Moltissime persone con questi tratti non uccidono, e la gran parte di chi commette omicidi non è psicopatico.

Cosa mostrano gli studi sul cervello

Diverse ricerche di neuroimmagine, tra cui quelle di Adrian Raine e di Kent Kiehl, hanno trovato in gruppi di persone con tratti psicopatici differenze nell'attività o nella struttura di aree come l'amigdala e la corteccia prefrontale, legate a emozioni, empatia e controllo morale. Sono risultati di gruppo, con molte eccezioni: nessun esame del cervello permette di dire «questa persona è pericolosa». Ambiente, esperienze infantili e genetica contano insieme.

Capire senza sentire

Una distinzione spesso citata è quella tra empatia cognitiva (capire cosa prova l'altro) ed empatia emotiva (sentirlo). Nelle persone con tratti psicopatici la prima può essere intatta e la seconda ridotta: possono leggere bene le emozioni altrui senza condividerle. È uno dei motivi per cui alcune riescono a manipolare.

Il mito del sorriso

Si dice che questi individui abbiano un «sorriso predatorio» riconoscibile. Non esiste una prova scientifica di un sorriso o di uno sguardo tipico: nessuno li riconosce dall'espressione. Anche Ted Bundy, il caso più noto, appariva come un giovane gradevole, e proprio per questo molti non sospettarono di lui: studiò psicologia e frequentò legge, senza concludere gli studi. Ciò che lo distingueva non era un'espressione, ma schemi di comportamento: menzogna, manipolazione, assenza di colpa.

Cosa farsene, nella vita di tutti i giorni

Conoscere queste dinamiche serve a proteggersi, non a diffidare di tutti.

Questo articolo nasce dal video «Ted Bundy e gli altri: cosa ci dice la psicologia dei serial killer» del canale EmotivaMente. Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti del video su YouTube.

Iscriviti al canaleTutti gli articoli